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Bitonto,
ubicata a nord-ovest di Bari, viene chiamata "la città degli olivi". Da
qualsiasi punto cardinale ci si avvicini alla città, essa appare come
un'isola in un mare grigio verde di ulivi, le piante arborate, dalla Murgia
all'Adriatico, dovrebbero ammontare a circa un milione e mezzo. Sull'acropoli
della città, fondata dal leggendario re Botone, proveniente dall'Illiria,
si ergeva il tempio di Atena alla quale si attribuisce il dono dell'ulivo
a Bitonto. Appare comunque molto probabile che l'olivo sia stato arborato
per la prima volta in Europa proprio qui, a Bitonto. E' certo, però, che
la qualità della Cima di Bitonto, varietà autocna, fosse riconosciuta
eccezionale anche in epoca antica tanto che, per decreto del Doge di Venezia,
1000 libbre di olio Bitontino costavano tre ducati a fronte di 1 ducato
per tutte le altre varietà. Questo accadeva nel XIII secolo. Ai giorni
nostri l'immagine della città non cambia. Bitonto rimane la capitale pugliese
dell'olio che con i suoi frantoi, le sue enormi campagne ricoperte di
ulivi, il profumo intenso e leggermente acre invade le vie del centro
urbano durante la campagna olearia. Ancora oggi la brucatura delle olive
viene eseguita esclusivamente a mano, la spremitura rigorosamente a freddo
ed è in questo momento che dalle olive macinate ma non ancora torchiate
che l'intenditore può degustare la "Goccia di Bitonto".
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